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3 novembre 1918: l’Armistizio di Villa Giusti chiude la Grande Guerra per l’Italia

di Redazione Mar 03 Nov 2026 2 min di lettura

L’Armistizio di Villa Giusti viene firmato il 3 novembre 1918 in una villa alle porte di Padova, dopo giorni di trattative tra i delegati del Regno d’Italia e quelli dell’Impero austro-ungarico. È l’atto che pone fine ai combattimenti sul fronte italiano della Prima guerra mondiale, a 41 mesi dall’inizio delle ostilità nel maggio 1915.

Lo stesso 3 novembre le truppe italiane entrano a Trento. L’armistizio entra ufficialmente in vigore il giorno successivo, il 4 novembre, alle ore 15: nelle stesse ore viene liberata anche Trieste, completando la riunificazione dei due principali territori irredenti rivendicati dall’Italia durante il conflitto.

Ad annunciare la vittoria è il generale Armando Diaz, comandante supremo del Regio Esercito, con il celebre Bollettino della Vittoria datato 4 novembre, ore 12, numero 1268. Il testo, divenuto parte della memoria collettiva nazionale, descrive la disfatta dell’esercito austro-ungarico con parole rimaste impresse nei libri di storia: “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli”. Il bollettino riporta anche i numeri della vittoria: circa 300.000 prigionieri e non meno di 5.000 cannoni catturati all’esercito in ritirata.

È proprio da questa data che, decenni più tardi, nascerà la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, celebrata ogni anno il 4 novembre con cerimonie civili in tutta Italia e omaggi ai monumenti dedicati ai caduti.

A più di un secolo di distanza, l’Armistizio di Villa Giusti resta una delle date cardine della storia nazionale: il punto in cui si chiude, per l’Italia, la Grande Guerra, e si apre una nuova fase della sua storia unitaria.