giovedì 3 Settembre 2026 03/09/26
Raccontiamo la vita della Città
Cultura

L’attualità del “Padre”: perché il Dantedì è la festa dell’identità italiana

Mar 24 Mar 2026

Di fronte alla velocità del digitale e alla frammentazione dei linguaggi moderni, ci si potrebbe chiedere cosa abbia ancora da dire un uomo vissuto sette secoli fa. Eppure, ogni 25 marzo, l’Italia si ferma per il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Non è una semplice ricorrenza museale, ma la celebrazione di un codice genetico culturale che continua a definirci.

L’inizio del viaggio: una data tra storia e simbolo

La scelta del 25 marzo come data ufficiale non è legata alla nascita o alla morte del Sommo Poeta (avvenute rispettivamente a maggio e a settembre), ma alla cronologia interna della sua opera più celebre. Secondo la tradizione critica, è proprio nel marzo del 1300 che Dante, smarrito nella “selva oscura”, inizia la sua discesa agli Inferi.

Scegliere il momento dell’errore e dello smarrimento come inizio della festa nazionale è un atto di profonda umanità: festeggiamo non solo il traguardo, ma il coraggio di mettersi in cammino per “uscire a riveder le stelle”.

Dante, l’inventore del “Noi”

Prima che l’Italia fosse un’entità politica, è stata un’entità linguistica e letteraria. Dante non si limitò a scrivere un capolavoro; compì un’operazione politica e sociale senza precedenti: scelse il volgare, la lingua del popolo, e dimostrò che poteva reggere il peso della filosofia, della teologia e della scienza, ambiti fino ad allora riservati al latino.

L’italiano che parliamo oggi è ancora, per circa l’80%, quello codificato da lui. Ogni volta che usiamo espressioni come “senza infamia e senza lode” o “stare freschi”, stiamo citando l’Alighieri senza nemmeno saperlo.

Una bussola per il presente

Perché leggere Dante oggi? La forza della Commedia risiede nella sua capacità di essere uno specchio universale.

  • La Politica: L’invettiva del Canto VI del Purgatorio (“Ahi serva Italia, di dolore ostello”) risuona ancora oggi come un monito contro la frammentazione e l’incapacità di governarsi con dignità.
  • L’Etica: Dante ci ricorda che la neutralità non è una virtù. Gli “Ignavi”, coloro che non scelsero mai né il bene né il male, sono i primi che incontra all’Inferno, disprezzati persino dalla Divina Giustizia.
  • L’Amore: Non solo quello romantico di Paolo e Francesca, ma l’amore come motore cosmico, l’energia che “move il sole e l’altre stelle”.

Oltre il libro: un’icona pop

Oggi Dante è ovunque: nei videogiochi, nei manga, nelle canzoni d’autore e nella street art. Il Dantedì serve a ricordarci che Dante non appartiene solo alle polverose scrivanie degli accademici, ma è un patrimonio vivo. Celebrare questa giornata significa riappropriarsi della bellezza e della complessità, in un mondo che troppo spesso ci chiede di essere superficiali.

In un’epoca di incertezze, tornare a Dante significa ritrovare la fiducia nella capacità dell’uomo di attraversare i propri inferni personali e collettivi per approdare, finalmente, alla luce.

Il nostro Podcast

Con cadenza quindicinale, pomiglianoLIVE riserva un approfondimento esclusivo all’universo dantesco. Il podcast curato da Antonello Iasevoli e intitolato “Conversazioni sulla Divina Commedia”: un viaggio multimediale studiato per esplorare e comprendere l’eredità umana e letteraria del Sommo Poeta.

Per approfondire

Se desideri celebrare questa giornata in modo attivo, molti musei e biblioteche offrono oggi letture pubbliche o mostre digitali. Anche una semplice rilettura del primo canto dell’Inferno può bastare per riscoprire la musica di una lingua che ci appartiene da sempre.