Lo stemma di Pomigliano lo vediamo ogni giorno: sulle carte intestate del Comune, sulle divise dei vigili, sui cartelli sparsi per la città. Cosa significhi, però, non lo sa nessuno con certezza. Cantone, lo storico che più se n’è occupato, è netto su un punto: non sappiamo cosa vuol dire, ma sappiamo bene cosa non vuol dire.
La teoria da scartare: Pompeo
Secondo la prima ipotesi il nome del paese, e quindi lo stemma, deriverebbe dal gentilizio di Pompeo, per alcuni proprio Gneo Pompeo Magno, suocero e rivale di Cesare. La prova citata per secoli è un passo di Cicerone su un fondo “in Pompejano nolano“. La lettura è scorretta: il testo originale dice “in pompejano nolanove“, cioè nell’agro di Pompei o di Nola. Con Pomigliano non c’entra nulla.
C’è poi un’obiezione del dottor Castorani, professore di oftalmologia all’Università di Napoli: anche volendo preferire la forma “Pompigliano”, questa verrebbe da Pompilio, non da Pompeo. Un dettaglio piccolo, che da solo smonta un mito radicato per generazioni.
La seconda teoria: il piano dei pomi
La seconda ipotesi riguarda lo stemma. Il nome verrebbe da “pomi e llano”, in spagnolo la pianura dei pomi, e le armi parlanti del paese sarebbero un pomo, a volte due, posto su un arco. A sostegno si ricorda una colonna in mezzo al mercato, sormontata da una cestella di pomi in marmo.
A smontarla è stato Vittorio Imbriani: il paese non è celebre per la frutta ed è più antico della dominazione spagnola. La derivazione non regge neppure sul piano cronologico.
L’ipotesi di Cantone
Cantone ribalta il problema: forse non è il nome a derivare dallo stemma, ma lo stemma a essere stato ricavato dal nome, in epoca spagnola, con un’etimologia arbitraria. Si partiva da un suono simile a una parola nota, “pomi”, e ci si costruiva attorno un intero simbolo. Prima degli studi moderni era un procedimento comune.
Un episodio mostra quanto l’idea fosse radicata. Il 3 gennaio 1735 Carlo III di Borbone si fermò a Pomigliano per pranzare, e i pomiglianesi gli offrirono, scrive il cronista, “alcune spase di fiori, e fresche frutte”: un omaggio pensato per stare al gioco del loro stesso stemma.
Le ricerche più recenti
Gli studi recenti portano il discorso dall’araldica all’epoca romana. Caneschi, nella sua ricerca sul rione Spedale, ipotizza che il nome Pomigliano derivi dalla gens Pomelia, una famiglia romana a cui potrebbe essere appartenuta la villa rustica da cui nacque il primo nucleo abitato. Se è così, il nome non viene né da Pompeo né dalle mele, ma da una famiglia vissuta duemila anni fa.
Lo stemma di Pomigliano ha una mela sopra un arco. Forse è arrivata dopo il nome, e il nome è molto più vecchio di lei.
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Fonte: Cantone, Cenni Storici di Pomigliano d’Arco, p. 21-22; Caneschi, Documenti di Storia Pomiglianese, Parte Seconda, p. 35-36 (ipotesi della gens Pomelia).




