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Storia di Pomigliano

Le due strade che fecero nascere Pomigliano

di Redazione Sab 31 Ott 2026 4 min di lettura

Le strade che percorriamo ogni giorno, i nomi dei rioni, le chiese che non guardiamo più: sono tutti pezzi della storia di Pomigliano d’Arco. Da oggi, ogni settimana, ci fermiamo a guardarli insieme, un capitolo alla volta. Lo facciamo con i documenti di chi questa storia l’ha studiata prima di noi, e con parole semplici, per tutti. Non serve essere esperti: basta la curiosità di sapere come è nato il posto in cui viviamo. Cominciamo dalle strade, perché il paese è nato da lì.

Pomigliano nasce da qui

La storia di Pomigliano comincia da due strade: la Consolare delle Puglie e la Via Sommese. Il paese è nato dal loro incrocio. La prima è l’asse Napoli-Nola, di rilevanza nazionale per le infrastrutture del Regno. Dal Seicento si chiamava Cammino Reale. Il nome che conosciamo, Consolare di Puglia o delle Puglie, è ottocentesco.

La seconda è la Via Sommese, che i nativi chiamavano Strada Terra. Partiva da una biforcazione della Consolare, all’altezza della taverna del Passo. Il suo percorso andava dall’attuale Piazza Garibaldi a Piazza Municipio, passando per Via Vittorio Imbriani e Corso Vittorio Emanuele. Le due strade, insieme alle tracce della centuriazione romana ancora leggibili nel terreno, formarono il reticolo su cui crebbe l’abitato. Le mappe antiche mancano: gli storici hanno ricostruito la crescita del paese con apprezzi, catasti e atti notarili.

Il rione più antico: lo Spedale

Il rione Spedale è precedente a Chiazza e Santa Croce. Arrivava fino al lato nord della Via Sommese, dove sorgevano il castello baronale e la chiesa di San Felice in Pincis.

La leggenda di Pompeo

Per secoli si è detto che il fondatore fosse Pompeo Magno, con la villa che Cicerone chiamava Pompeianum. Lo sosteneva un’anonima relazione settecentesca, ripresa dal cronista Gianstefano Remondini. Da qui, secondo la tradizione, il nome Pompejano, poi diventato Pomigliano. Quasi certamente è sbagliato: si sarebbe sovrapposto Pompeo Magno a un immaginario feudatario medievale, “paladino della fede”. Le ricerche più recenti partono dalla fine della seconda guerra punica, quando Roma espropriò l’ager Campanus (territorio campano) e lo trasformò in ager publicus (territorio pubblico) per ridistribuirlo. Il primo insediamento sarebbe stato una villa rustica, un avamposto agricolo pianificato secondo il modello catoniano, appartenuta forse a un membro della gens Pomelia. Se l’ipotesi è giusta, il nome del paese verrebbe da lì.

Le mura

Le mura del rione Spedale, che la tradizione diceva “opera fatta al tempo di Pompeo”, non sarebbero romane. Gli studiosi le collocano tra la prima metà del IX secolo e i primi decenni del X, al tempo delle fortificazioni contro le invasioni ungare, sotto Ludovico il Pio e Berengario I. Un apprezzo del gennaio 1750, redatto dall’architetto Casimiro Vetrimile per liquidare i beni dell’ultimo duca Strambone, ne descrive i resti: mura basse e sottili, tre torrioni, un piccolo baluardo. Il perimetro ricostruito è un poligono allungato, dal castello a sud all’imbocco di Vico Manfredi sulla Consolare a nord. Le mura cadono nell’ottobre del 1495. Le truppe francesi di monsieur Percy, luogotenente di Carlo VIII, espugnano il paese: le porte vengono aperte dagli stessi abitanti, del partito aragonese. Pomigliano è messa a sacco e a fuoco. Contro la nuova artiglieria le fortificazioni non servono più e non vengono ricostruite.

Dove si trovano oggi

Lo slargo detto Chiazza o Piazza, sulla Consolare, è l’odierna Piazza Giuseppe Garibaldi. Altre strade hanno cambiato nome: la Via Pigna è Via Vittorio Imbriani, la Strada Giardino è Via Guglielmo Marconi, la strada Tasso d’Oro è Via Carmine Guadagno. Il tratto est-ovest dell’antica Via Pompeo è Via Duchessa d’Aosta. La taverna del Passo, dove si riscuotevano i pedaggi, sorgeva sul lato nord della Consolare, all’altezza della traversa del Passetiello che portava ad Acerra. Sotto queste strade resta il livello romano: centuriazioni e infrastrutture di età repubblicana, precedenti al paese. È lì, e non nella leggenda di Pompeo, che si cerca la radice del nome.

Chi va a piedi da Piazza Garibaldi a Piazza Municipio percorre la vecchia Strada Terra. I nomi cambiano, la strada resta.

Prossimo capitolo: Sabato 7 novembre 2026, Lo stemma di Pomigliano: cosa significa davvero.

Fonte: Caneschi, Documenti di Storia Pomiglianese, Introduzione (p. 6-7) e Parte Seconda, “Il rione Spedale: individuazione del primitivo nucleo abitativo” (p. 34-39).